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Le mie parole

Ricordo di mio zio don Gaetano Quarta

Jack Folla:

Panico

Ragazzo

DELUSA

Mi persi tra il crespo delle tue mani
in una notte prima di stelle e bagliori.
Ero lì, una donna senza nome né faccia,
prigioniera di una vaga incertezza.
Attesi tra le tue braccia una risposta,
la prospettiva di una nuova esistenza,
ma incontrai il tuo silenzio pensoso,
l'affanno di un uomo senza coraggio.
Te ne andasti all'alba, senza fiatare,
lasciandoti dietro una porta chiusa
ed io rimasi sul letto, soltanto delusa.
 


DUBBIO

Ci dividono i silenzi

questi vigliacci intermediari

che tappezzano di pudore

sentimenti troppo viscerali

o forse soltanto velleitari

non comprendo questo fervore

che mi bagna la fronte

mi inebria, mi abbaglia,

e più sono nuda più esso mi spoglia

eppure restiamo distanti

come alberi con troppe radici

corpi immobili che contengono

anime astute e vivaci

 


AMO

amo l'intelligenza di chi sa chiedere scusa

amo la calma dell'onesto sotto accusa

amo l'atto di redenzione dell'impostore

amo il figlio che perdona un padre senza nome

amo la discrezione delle persone introverse,

amo l'orgoglio di quelle definite diverse

amo il brivido che percorre la schiena

amo l'anello debole della catena

amo il sudore dell'uomo che lavora

amo l'ardore del corpo che ama

amo il vento che spazza via il veleno

amo la ruspa che butta giù il muro

amo la rosa che accoglie le spine

amo il cane che abbaia alla luna

amo il fuoco che accende la notte

amo l'onda che affonda nelle altre

amo i silenzi che nutro da sola

amo la gente che mi fa da scuola

amo me che faccio la mia vita

amo noi che facciamo la storia.

ideale72 © 2003


SIA BENVENUTA LA NOTTE

Sia benvenuta la notte
Che ingoia i pensieri
Socchiude le porte
Che affonda gli artigli
Nella mia carne
Sia benvenuto il mistero
Di questo buio sovrano
Che oscura le facce
E mi lascia a digiuno
Ad occhi chiusi mi arrendo,
sognando mi sorprendo
ancora una notte,
una notte soltanto.


SPETTATORE CON INVITO
Vigila su di me stanotte
quando sarò priva di difese
e leggerai nuove parole
sulle mie labbra socchiuse.

Accarezza la mia fronte distesa
improvvisando una danza con le dita
avvertirai le vibrazioni dei pensieri
che da sempre scuotono la mia vita.

Posa l'orecchio sul mio cuore
unico spettatore con invito
ascolterai le improbabili melodie
di un'orchestra senza spartito.

Poi fai pure ingresso nei miei sogni
senza creare troppo scompiglio
e ti troverai in quel mondo a colori
che mi fa da tenero nascondiglio.



QUELLA CHE NON SONO

Quella che non sono

Ha già fatto le valigie

D’intesa con l’universo

Ha progettato il suo viaggio

Quella che non sono

Ha un compagno straordinario

Che prende nota dei sogni

Come se fosse un diario

Quella che non sono

Ha compilato la lista

Di ciò che non serve più

E del poco che le basta

Quella che non sono

Ha scoperto un’amica

L’ha presa sottobraccio

E le ha prestato la vita!


PREGHIERA

Questa preghiera è rivolta a chi

da sempre vive dentro di me

urlando senza voce

senza più darmi pace…

E’ la mia anima ragazzi

Che sopravvive ai miei silenzi

Che si agita all’ombra

Di tutti i miei tormenti

Vorrei che fosse meno astuta

Che si prendesse una sosta

Che rinunciasse al suo ruolo

Almeno per una volta

Ma questo è il suo mestiere

Me l’ha detto mille volte

Se non ci fosse lei

La mia vita sarebbe morte

E allora la ringrazio

Per tutto ciò che fa

Un giorno le darò il cambio

E si riposerà……



ANIMA ACERBA

Nulla da imputare

a questa precarietà invadente

che mi rende scostante

Sono acerba, amico,

con poca voglia di maturare,

metter da parte,  rinunciare.

Nel tempo ho imparato ciò che davvero conta

L’essenzialità di quel che sembra assente

Che  si può scorgere solo con la mente.

Vorrei averti davanti adesso

E presentarmi per come sono

Un’anima leggera

Che non teme l’abbandono.



RITROVARMI IN TE

Cominciare da te

Dalle tue labbra piene di premure

Improvvisare con te

Un nuovo gioco di parole

Ancorarmi a te

Tra le tue braccia strette

Aggrapparmi a te

A tutte le cose mai dette

Affondare in te

Nel tuo morbido incanto

Affogare in te

In quel che sembra pianto

E farmi cullare da te

Mentre sto dormendo

E ritrovarmi in te

Che già so… sto perdendo.


FUGA
Tra le curve di una strada
Nel solco di una vita
Alla ricerca di un gesto eclatante
Chilometri di silenzi impetuosi,
di pensieri oltre la logica.
Non è un pedale questo
E non stringo il volante di un’auto
Sto correndo da sola,
dentro la mia mente. Senza paura.
Non fermatemi, non intralciate la corsa
Sono ancora viva, sulla via della fuga.
Non pensate al tempo che ci metto,
alla forza che impiego ad ogni passo
Mi stancherò un giorno, e sarà notte. Amen!
© 2001


STRADE

Strade, percorse di notte, con lo zaino in spalla,

un peso fatto di ricordi e pensieri sgualciti,

modesto fardello di una vita tutta da imbastire.

Strade, percorse da solo, al chiaro di luna,

spinto da una brezza dolce e serena,

gradevole compagna di tante avventure.

Strade, percorse di notte, con il cuore spezzato,

alla ricerca di nuove risposte a vecchie domande,

inutili interrogativi senza più sponde.

Strade che si incrociano spesso,

che si contraddicono in tutto,

che diventano sbagliate

anche quando credi di essere nel giusto.

Così ti senti perso, nuovamente ingannato,

un essere vuoto e senza più fiato,

finché non caschi per terra,

e ricordi da dove sei partito,

per quanti giorni hai camminato,

tutti i volti e i sorrisi che finora hai incontrato,

tutto acquista valore

anche il tempo perduto

e le strade che hai fatto,

ora sai, che ti hanno cresciuto.


L’ESPERIENZA DI UN GRANELLO DI SABBIA

L’esperienza di un granello di sabbia

Che percorse chilometri di dune

Per ritrovarsi sulle tue spalle

E sentirsi stella sotto raggi di luna.

Brillò soltanto per una notte

Come se fosse l’unico al mondo

Brindando con lacrime di donna

Al sorgere del nuovo giorno.

Prima giunse il caldo sorriso del sole

Poi il fresco abbraccio del mare

Il granello abbandonò le tue spalle

Per tuffarsi in nuove avventure.


La sensibilità... a ruota libera
 

La sensibilità, per noi è quasi come un marchio di fabbrica….. è così facile riconoscerci… siamo una casta di uomini e donne che si fanno troppi scrupoli… Abili nell’autoprodurre dolore, coltivatori diretti di sofferenze, allevatori di anime inquiete… capaci di lunghi periodi di estraniazione, di esili punitivi, ma anche di grandi slanci emotivi e passionali, talmente travolgenti da risultare esagerati, sgangherati, incomprensibili…. E’ così difficile per noi adattarci a questo mondo di cinici calcolatori, che riescono a programmare tutto: le giornate, il lavoro, il sesso, i sentimenti….. Viviamo di precarietà, solitudini, sogni e ideali… e per non morire ci affidiamo alle note di una canzone, ai versi di una poesia, alle immagini di un passato ma dimenticato….. Siamo spiccatamente individualisti, fragili, spesso incapaci persino di chiedere aiuto, costretti a inventarci delle armature per difenderci… Ma non siamo poi così male, abbiamo solo troppo cuore… e a pensarci bene… quel marchio di fabbrica è anche un marchio di garanzia… delle persone sensibili come noi …almeno… ti puoi fidare…



@2004 – Ideale72