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DELUSA
Mi persi tra il crespo delle tue mani
in una notte prima di stelle e
bagliori.
Ero lì, una donna senza nome né
faccia,
prigioniera di una vaga
incertezza.
Attesi tra le tue braccia una
risposta,
la prospettiva di una nuova
esistenza,
ma incontrai il tuo silenzio
pensoso,
l'affanno di un uomo senza
coraggio.
Te ne andasti all'alba, senza
fiatare,
lasciandoti dietro una porta
chiusa
ed io rimasi sul letto, soltanto
delusa.
DUBBIO
Ci dividono
i silenzi
questi
vigliacci intermediari
sentimenti
troppo viscerali
o forse
soltanto velleitari
non
comprendo questo fervore
e più sono
nuda più esso mi spoglia
come alberi
con troppe radici
corpi
immobili che contengono
AMO
amo l'intelligenza di chi sa chiedere scusa
amo la calma dell'onesto sotto accusa
amo l'atto di redenzione dell'impostore
amo il figlio che perdona un padre senza nome
amo la discrezione delle persone introverse,
amo l'orgoglio di quelle definite diverse
amo il brivido che percorre la schiena
amo l'anello debole della catena
amo il sudore dell'uomo che lavora
amo l'ardore del corpo che ama
amo il vento che spazza via il veleno
amo la ruspa che butta giù il muro
amo la rosa che accoglie le spine
amo il cane che abbaia alla luna
amo il fuoco che accende la notte
amo l'onda che affonda nelle altre
amo i silenzi che nutro da sola
amo la gente che mi fa da scuola
amo me che faccio la mia vita
amo noi che facciamo la storia.
ideale72 © 2003
SIA
BENVENUTA LA NOTTE
Sia benvenuta la notte
Che ingoia i pensieri
Socchiude le porte
Che affonda gli artigli
Nella mia carne
Sia benvenuto il mistero
Di questo buio sovrano
Che oscura le facce
E mi lascia a digiuno
Ad occhi chiusi mi arrendo,
sognando mi sorprendo
ancora una notte,
una notte soltanto.
SPETTATORE CON INVITO
Vigila su di me stanotte
quando sarò priva di difese
e leggerai nuove parole
sulle mie labbra socchiuse.
Accarezza la mia fronte distesa
improvvisando una danza con le dita
avvertirai le vibrazioni dei pensieri
che da sempre scuotono la mia vita.
Posa l'orecchio sul mio cuore
unico spettatore con invito
ascolterai le improbabili melodie
di un'orchestra senza spartito.
Poi fai pure ingresso nei miei sogni
senza creare troppo scompiglio
e ti troverai in quel mondo a colori
che mi fa da tenero nascondiglio.
QUELLA CHE NON SONO
Quella che non sono
Ha già fatto le valigie
D’intesa con l’universo
Ha progettato il suo viaggio
Quella che non sono
Ha un compagno straordinario
Che prende nota dei sogni
Come se fosse un diario
Quella che non sono
Ha compilato la lista
Di ciò che non serve più
E del poco che le basta
Quella che non sono
Ha scoperto un’amica
L’ha presa sottobraccio
E le ha prestato la vita!
PREGHIERA
Questa preghiera è rivolta a chi
da sempre vive dentro di me
urlando senza voce
senza più darmi pace…
E’ la mia anima ragazzi
Che sopravvive ai miei silenzi
Che si agita all’ombra
Di tutti i miei tormenti
Vorrei che fosse meno astuta
Che si prendesse una sosta
Che rinunciasse al suo ruolo
Almeno per una volta
Ma questo è il suo mestiere
Me l’ha detto mille volte
Se non ci fosse lei
La mia vita sarebbe morte
E allora la ringrazio
Per tutto ciò che fa
Un giorno le darò il cambio
E si riposerà……
ANIMA ACERBA
Nulla da imputare
a questa precarietà invadente
che mi rende scostante
Sono acerba, amico,
con poca voglia di maturare,
metter da parte, rinunciare.
Nel tempo ho imparato ciò che davvero conta
L’essenzialità di quel che sembra assente
Che si può scorgere solo con la mente.
Vorrei averti davanti adesso
E presentarmi per come sono
Un’anima leggera
Che non teme l’abbandono.
RITROVARMI IN TE
Cominciare da te
Dalle tue labbra piene di premure
Improvvisare con te
Un nuovo gioco di parole
Ancorarmi a te
Tra le tue braccia strette
Aggrapparmi a te
A tutte le cose mai dette
Affondare in te
Nel tuo morbido incanto
Affogare in te
In quel che sembra pianto
E farmi cullare da te
Mentre sto dormendo
E ritrovarmi in te
Che già so… sto perdendo.
FUGA
Tra le curve di una strada
Nel solco di una vita
Alla ricerca di un gesto eclatante
Chilometri di silenzi impetuosi,
di pensieri oltre la logica.
Non è un pedale questo
E non stringo il volante di un’auto
Sto correndo da sola,
dentro la mia mente. Senza paura.
Non fermatemi, non intralciate la corsa
Sono ancora viva, sulla via della fuga.
Non pensate al tempo che ci metto,
alla forza che impiego ad ogni passo
Mi stancherò un giorno, e sarà notte. Amen!
© 2001
STRADE
Strade, percorse di notte, con lo zaino in spalla,
un peso fatto di ricordi e pensieri sgualciti,
modesto fardello di una vita tutta da imbastire.
Strade, percorse da solo, al chiaro di luna,
spinto da una brezza dolce e serena,
gradevole compagna di tante avventure.
Strade, percorse di notte, con il cuore spezzato,
alla ricerca di nuove risposte a vecchie domande,
inutili interrogativi senza più sponde.
Strade che si incrociano spesso,
che si contraddicono in tutto,
che diventano sbagliate
anche quando credi di essere nel giusto.
Così ti senti perso, nuovamente ingannato,
un essere vuoto e senza più fiato,
finché non caschi per terra,
e ricordi da dove sei partito,
per quanti giorni hai camminato,
tutti i volti e i sorrisi che finora hai incontrato,
tutto acquista valore
anche il tempo perduto
e le strade che hai fatto,
ora sai, che ti hanno cresciuto.
L’ESPERIENZA DI UN GRANELLO DI SABBIA
L’esperienza di un granello di sabbia
Che percorse chilometri di dune
Per ritrovarsi sulle tue spalle
E sentirsi stella sotto raggi di luna.
Brillò soltanto per una notte
Come se fosse l’unico al mondo
Brindando con lacrime di donna
Al sorgere del nuovo giorno.
Prima giunse il caldo sorriso del sole
Poi il fresco abbraccio del mare
Il granello abbandonò le tue spalle
Per tuffarsi in nuove avventure.
La sensibilità...
a ruota libera
La sensibilità, per noi è quasi come un marchio di
fabbrica….. è così facile riconoscerci… siamo una casta di uomini e donne
che si fanno troppi scrupoli… Abili nell’autoprodurre dolore, coltivatori
diretti di sofferenze, allevatori di anime inquiete… capaci di lunghi
periodi di estraniazione, di esili punitivi, ma anche di grandi slanci
emotivi e passionali, talmente travolgenti da risultare esagerati,
sgangherati, incomprensibili…. E’ così difficile per noi adattarci a
questo mondo di cinici calcolatori, che riescono a programmare tutto: le
giornate, il lavoro, il sesso, i sentimenti….. Viviamo di precarietà,
solitudini, sogni e ideali… e per non morire ci affidiamo alle note di una
canzone, ai versi di una poesia, alle immagini di un passato ma
dimenticato….. Siamo spiccatamente individualisti, fragili, spesso
incapaci persino di chiedere aiuto, costretti a inventarci delle armature
per difenderci… Ma non siamo poi così male, abbiamo solo troppo cuore… e a
pensarci bene… quel marchio di fabbrica è anche un marchio di garanzia…
delle persone sensibili come noi …almeno… ti puoi fidare…
@2004 – Ideale72
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