Le mie parole
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Le mie parole

Ricordo di mio zio don Gaetano Quarta

Jack Folla:

Panico

Ragazzo

  

[ Le mie parole... ]

con la libertà di

dire e contraddire

affermare e smentire

perché di nulla ho certezza!

 

(...)Eppure non era tanto più forte di me. Anche lui conviveva con un’insofferenza di fondo che lo estraniava dalla realtà e dagli altri. Si considerava una specie di alieno o cane sciolto, che si ribellava a qualsiasi tipo di regola imposta. Vedeva il mondo con un’ansia di ribellione non violenta. Non sopportava l’appiattimento generale, la sottomissione vigliacca ai condizionamenti culturali e sociali. Detestava il modo in cui i mass media manovravano le menti e le coscienze. Provava avversione per le facce imbellettate che bucavano lo schermo al solo scopo di effettuare un vero e proprio lavaggio del cervello. Uomini e donne che sfoderavano a volte ipocrisia, altre volte cinismo. Abili nel miscelare i vari ingredienti necessari per inchiodare la gente alla tv. Storie patetiche, lacrime bel dosate, chiacchiere da comari capaci di stimolare gli istinti primordiali del pubblico. E c’è chi non si accorge di avere un figlio che vomita nel bagno o una figlia che si sputa allo specchio. X odiava tutto ciò che  ai suoi occhi appariva finto: la musica finta, la gente finta, gli ideali finti.

Perché lui in fondo era un grande idealista. Si aspettava che le persone fossero sempre sincere, spontanee, autentiche. Come lo era lui, come lo erano le sue parole spesso sputate con foga. Ed io confidavo la mia voglia di essere autentica quanto lui. Descrivevo la fatica che stava dietro ad ogni mio tentativo di rivalsa, il fatto che avessi poco coraggio per espormi completamente. No, non ero falsa, ma non ero neanche completamente vera. Perché a volte mi capitava di elaborare concetti di altri, di trovarmi in bocca parole di altri, di mettere addosso vestiti di altri. Mi chiedevo quanto ci fosse di veramente mio dentro e fuori di me. Se i jeans blu che indossavo andavano sostituiti con uno di tela bianco… tanto per fare un esempio. Se i miei pensieri venivano da qualche angolo della mia mente o erano il frutto dei messaggi perversi lanciati da qualche spot. E lui mi esortava a non arrendermi, diceva che poteva farcela, che conquistare la piena libertà poteva essere alla mia portata. Il suo modo di spronarmi era commuovente. Avrei voluto che abbandonasse per qualche minuto la parete su cui era incollato per acquisire un qualche spessore, raggiungermi sul letto, abbracciarmi, trasmettermi parte del suo calore. Ma poi mi tornava in mente l’unica regola che vigeva tra noi: prendimi per quello che sono!(...)

NB: la storia di questo brano è lunga. Faceva parte della bozza di un mio libro. Poi è stato catapultato in un altro ambito, prendendo nuova forma... Oggi conosce la luce (24/05/03).

ideale72 © 2003

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Dare o ricevere? 

Riflettevo proprio su questo qualche giorno fa... 

Dare comporta un'azione da parte del soggetto. 

Questa azione lo rende protagonista, è lui che fa: crea, dona, offre una parte di se stesso o dei suoi beni ad un'altra persona.

Colui che riceve rimane passivo, si limita a prendere e a far suo. 

Cosa c'è di nobile in questa passività?  

Così mi sto convincendo che nel dare c'è il massimo della dignità, del coraggio, dell'amore. Nel ricevere c'è il quasi nulla, soprattutto se non segue un'azione capace di riscattarlo.

Questo mi spinge ad amare anche se non ricambiata, a lasciare un segno anche nei cuori che non sanno più né sentire, né vedere.

 

ideale72 © 2003

 

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Eric Fromm afferma che l’amore non esiste, che è solo qualcosa di illusorio. Esiste in realtà l’atto di amare. Per me è stato shockante constatare che forse aveva davvero ragione. A volte  si confonde l’attrazione sessuale per amore,  altre volte una bella amicizia viene scambiata per una grande storia sentimentale. Poi ci si rende conto che le aspettative non vengono rispettate e si assapora il gusto amaro della delusione. Ecco dove sta l’errore fondamentale: crearsi delle aspettative. Immaginare che l’altra persona corrisponda al ritratto ideale che abbiamo ideato nella nostra mente. E per dipingerla abbiamo usato i nostri colori, i nostri pennelli, la nostra tela. Dell’altra persona c’è ben poco, solo lo spunto per iniziare il lavoro creativo. Così mi son convinta che era necessario immergersi in un sano realismo, liberarmi dalle illusioni e osservare la gente con la lente razionale dello scienziato. Valutarne pregi e difetti, nella consapevolezza che nessuna persona può essere perfetta. Ogni giorno mi capita di vedere coppie o coppiette, legate da un abbraccio o da un bacio appassionato e mi chiedo quanto ci sia di sincero nelle loro manifestazioni d’affetto. Si… perché a me sembra una gran forzatura… legarsi a qualcuno che si è conosciuto per caso e che per gioco decidiamo di far diventare l’uomo della nostra vita.  E se l’uomo della mia vita invece si trovasse a Sidney? Io mi son fermata con uno del mio rione e rimango all’oscuro della verità. Mi accontento di coltivare una bugia che può riuscire bene o male… dipende! E allora che si fa? Si rinuncia ad inseguire l’amore e ci si affida unicamente al sesso? Il fondo l’attrazione sessuale ha un fondamento (...)

ideale72 © 2003

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Mio padre era un grande, una specie di eroe molto rara,  non uno di quelli perfetti, senza macchia e senza paura. Lui la paura la viveva e la domava con uno spirito invidiabile e una fede straordinaria. Non credo che fosse ciecamente fedele, ma aveva scelto la fede strategicamente. Col tempo aveva compreso che le tante battaglie vinte erano frutto del suo reale coraggio, ma era troppo umile per appropriarsi di tutti i meriti. Trovava rassicurante che ci fosse qualcuno di soprannaturale a guidare le sue mosse. Passava molto tempo in solitudine, a pregare. In quei momenti era completamente assente, proiettato in una dimensione tutta sua. Era il suo sistema per rilassarsi, per scaricare l’ansia, per impadronirsi di se stesso (...)  

ideale72 © 2003

Mi mancano! E' come non avere più radici sai? Ovunque vada mi porto dentro questo senso di vuoto e di solitudine. Sono sola... sola mentre parlo con te, che forse nemmeno mi ascolti... sola mentre sono gli altri a parlarmi e sono io che non ascolto. Affondo nei miei pensieri e non lancio nemmeno un S.O.S. Tu sorridi... hai le labbra sottili e un'espressione buffa... mi piaci... mi piace che ci sei... ma non cambia la sostanza di questo mio smarrimento. Apprezzo i tuoi tentativi, hai gli occhi dolci e una mano forte, che sa regalarmi gradevoli carezze. Ma non mi conosci, non sai quanto mi perdo..  non sai... Tu non le hai mai vissute queste cadute negli abissi, questi soprassalti che sconquassano il cuore... tu hai avuto tutto... e non hai ancora perso niente... non so perchè ma ti voglio bene.

ideale72 © 2003